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Castelli - Latina

CASTELLO DI FONDI

CASTELLOfondi.jpg (61779 byte)La citta' di Fondi fu nel Medioevo distrutta dai Longobardi e contesa  alla Chiesa da Federico II e Manfredi, passo' nelle mani  d'importanti famiglie: La costruzione del castello venne iniziata nel 1319 insieme con la ristrutturazione della cinta muraria (della quale se ne possono ancora scorgere alcune parti)
da Roffredo III Caetani che voleva farne il centro della sua signoria, contestualmente ad esso fu eretto il Palazzo Baronale, utilizzato come elegante abitazione,collegato al castello con un passaggio.La famiglia Caetani ebbe un ruolo rilevante nella citta', fu infatti sotto la protezione di Onorato Caetani che nel 1534 venne eletto a Fondi l'antipapa (scisma d'occidnte) Clemente VII , la citta' acquisto' cosi' l'appellativo di ''citta' di Satana'' in quanto fu nelle sale del castello che il 20 settembre si riuni' il conclave di cardinali che porto' a tale elezione.Nel 1504 il ducato passo' ai Colonna e poi ai Gonzaga.Importante e' la figura della principessa Giulia Gonzaga (cantata dall'Ariosto nell'Orlando Furioso),vedova di Vespasiano Colonna duca di Fondi, che fece del suo palazzo un ritrovo culturale tanto che in eta' Rinascimentale Fondi venne ribattezzata come ''la piccola Atene''. La fama della sua bellezza raggiunse il corsaro saraceno Kai-Ed-Din detto Il Barbarossa!
 che progetto' il suo rapimento per farne dono al sultano Solimano. La leggenda vuole che Giulia avvertita in tempo sia fuggita attraverso il sotterraneo che si troverebbe   nello stesso castello.Possente struttura dal fascino incontestabile, il castello ha nel corso del tempo subito molti lavori direstauro e adattamento mantenendo pero' le sue caratteristiche architettoniche e la consistenza:nel 1840 per ragionoi di sicurezza venne abbattuta la merlatura del mastio;Nel 1861 venne adibito a carcere mantenuto fino al 1931.L'ultimo lavoro di restauro ha trasformato il castello in una struttura visitabile che ospita il museo civico ( accoglie reperti di epoca romana) e  meta' del salone di pian terreno funge da sala-incontri e aula per il consiglio comunale.

 CASTELLO DI GAETA

Scrive Riccardo da San Germano, cronista "ufficiale" di Federico II di Svevia, che nel 1223, su decisione del sovrano, vengono rafforzati i castelli di Gaeta, Napoli, Aversa e Foggia. Il termine «firmantur» non lascia dubbi sull'intervento voluto dall'imperatore che riguardò unicamente il rafforzamento e l'ampliamento di una struttura preesistente, non la sua costruzione ex novo. Agli inizi del XIII secolo, quindi, il castello doveva già avere un suo assetto definitivo; è inoltre verosimile che nuclei fortificati fossero presenti da epoche ben più remote, dato il frequente pericolo di attacchi e incursioni nella zona.Distrutto da papa Gregorio IX, il castello di Gaeta fu ricostruito in epoca angioina da Carlo I. Alfonso d'Aragona, entrato in possesso del castello, iniziò una profonda opera di restauro e rafforzamento. A questo punto, la struttura iniziale fu ampliata al punto da creare una vera e propria propaggine caratterizzata da un edificio rettangolare con torri angolari. Il castello di Gaeta veniva così ad essere caratterizzato da due strutture differenti, ma strettamente collegate nonostante il dislivello di terreno su cui erano costruite.Ulteriori restauri furono compiuti da Ferdinando il Cattolico e da Carlo V.Vittima di assedi e bombardamenti, il castello è stato oggetto, nel corso dei secoli, di numerosi interventi che hanno progressivamente contribuito a modificarne l'assetto iniziale e a farne un documento-monumento di epoche diversissime. Dei due nuclei che compongono l'intero complesso, il più antico è quello collocato più in basso ed è identificabile con la struttura di età angioina fatta costruire da Carlo I nel XIII secolo. Ad un livello superiore si colloca, invece, l'ampliamento di età aragonese, voluto da Alfonso V, che corrisponde al possente recinto rettangolare con torri cilindriche angolari.

 CASTELLO DI NINFA

   Della medievale città di Ninfa, attraversata dal fiume omonimo, spopolata e abbandonata verso la fine del Trecento, sopravvive qualche resto di edificio (il municipio è stato restaurato), e del castello. Fa parte di un'oasi avifaunistica di circa 1852 ettari, che si estende nei territori dei Comuni di Cori, Cisterna, Sermoneta e Norma, comprende con il fiume anche un parco archeologico, un orto botanico ricco di piante esotiche e un laghetto (formatosi grazie ad una diga costruita nel secolo XIII), ed è gestita dall'Amministrazione Provinciale di Latina e dalla Fondazione Roffredo Caetani, sotto l'egida del dal W.W.F. e della LIPU. Dal sito www.comunedinorma.it: «Pur segnando il confine fra tre Comuni (Norma, Sermoneta, Cisterna), il lago di Ninfa è sempre stato considerato "affettuosamente" parte della vita e della tradizione storica di Norma. Già da quando nel 741 d.C. l'imperatore di Bisanzio, Costantino Copronimo, donò le masse di Norba e Ninfa a Papa Zaccaria, i due centri hanno vissuto una storia legata da alterne vicende oltre che di avvenimenti, anche e soprattutto di vita quotidiana. Forse per il fatto che il lago di Ninfa è proprio alle pendici del monte ove sorgeva isolata Norba e, successivamente, Norma, forse anche per il fatto che il caput fluminis del fiume Ninfeo che prende origine dal lago, è dentro il territorio comunale, il normese ha sempre legato il nome di Ninfa al proprio paese.  Proprio in virtù della presenza dell'acqua, nonché favorito dalla sua particolare collocazione geografica, il lago di Ninfa è stato abitato fin dall'antichità. Già al tempo di Roma, infatti, in questo luogo era presente un tempietto dedicato alle Ninfe. Se questo, però, da un lato favorì la prosperità di vita al suo interno, in special modo nel periodo medievale, dall'altro fu causa di mire egeminiche perpetrate nei suoi confronti dalle più influenti casate del tempo, che spesso se la contesero con il papato. Ottenuto lo status di libero comune, Ninfa vi rinunciò a favore della famiglia Caetani, alla quale cedette interamente ogni suo diritto nell'anno 1298 per 200.000 fiorini d'oro. Nel 1159, il 20 settembre, nella sua chiesa cattedrale, Santa Maria, fu consacrato papa Alessandro III, contro il volere dell'imperatore Federico Barbarossa. 

Ninfa era una cittadina splendida: aveva nove chiese, due fuori le mura San Pietro e San Clemente e sette al suo interno Santa Maria Maggiore, San Biagio, San Salvatore, San Leone, Sant'Angelo, San Martino e San Quinziano. Aveva all'incirca 150 case quasi tutte a due piani con un solaio o granaio. Sopra le case si ergevano una decina di torri snelle e robuste, indizio delle famiglie di maggiore riguardo, tra le quali spiccava, per possenza e bellezza, la torre merlata dei Caetani che ancor oggi si specchia nelle tranquille acque del lago. Tutto l'abitato era difeso da una doppia cinta di mura, interrotte da torrette di difesa. La città fu distrutta nell'anno 1380 a seguito di lotte interne alla famiglia Caetani e, a causa dell'aggravarsi del fenomeno della malaria, si spopolò definitivamente per non essere più ricostruita. Nelle sue Passeggiate per l'Italia il viaggiatore e storico tedesco Ferdinando Gregorovius, ammirandola in tutto il suo mesto e dignitoso oblìo, la definì "la Pompei del Medioevo". 

 CASTELLO DI SAN MARTINO

 Castello di San Martino Immerso nello splendido verde del suo parco naturale, il Castello di San Martino, recentemente recuperato funzionalmente in tutte le sue parti, offre al visitatore un'immagine di antica bellezza, ritagliando nel territorio, prevalentemente impregnato di memorie gotico-cistercensi, un immutato quadro Cinquecentesco. La valenza artistica e paesaggistica, che l'insieme Castello-Parco rivestono nel loro contesto territoriale, è oggi arricchita dall'affascinante richiamo del Museo per la Matematica "Il giardino di Archimede", collocato all'interno dell'edificio, e dal Laboratorio Provinciale di Educazione Ambientale, che nel Parco trova la sua collocazione strategica. Il Giardino di Archimede è in assoluto il primo museo dedicato interamente alla matematica e alle sue applicazioni. Chi ha visitato musei scientifici in Italia o all'estero ha potuto verificare di persona il ruolo marginale che la matematica vi gioca rispetto alle altre scienze. Lo stesso si può dire delle pubblicazioni e delle trasmissioni televisive di divulgazione scientifica. Il Giardino di Archimede è un tentativo scientifico di colmare questa lacuna. Mediante un approccio il più possibile interattivo il visitatore viene condotto lungo percorsi espositivi e messo a contatto con oggetti disposti in modo da far emergere la ricchezza della matematica soggiacente. Il sottotitolo, parla di "Un museo per la matematica", ...un museo in cui il visitatore curioso può avvicinarsi a quanto di più vivo e concreto c'è nella più astratta tra le scienze e scoprirvi relazioni a volte insospettate con la vita quotidiana. In breve, un luogo di crescita della cultura matematica e per ciò stesso di crescita della cultura.

CASTELLO CAETANI

Sermoneta è un insediamento di origine medievale munito di mura, con torri semicilindriche ed un grandioso e ben conservato castello. Nel XII secolo Sermoneta appartenne alla Chiesa; nel 1222 fu feudo degli Annibaldi e nel 1297 fu acquistata dai Caetani che ne rimasero definitivamente proprietari.
Il Castello Caetani è uno dei più noti esempi di architettura difensiva del Lazio; iniziato probabilmente nell' XI secolo, si presenta all'esterno con una complessa serie di baluardi e di camminamenti che si appoggiano al grandioso nucleo centrale disposto intorno ad una corte con pozzo. Strutturalmente si compone di un mastio con notevole torre del secolo XIII, di una costruzione del 1400 e di una casa fortificata (Casa del Cardinale). Nell'interno, che conserva in parte gli arredi medievali, si segnalano per interesse due stanze (Stanze Pinte) affrescate forse da un allievo della scuola del Pinturicchio, il lungo corridoio detto la Grande Batteria e le immense scuderie. Sono ignoti i primi architetti del complesso, mentre è certo che gli ampliamenti, durante la breve dominazione dei Borgia, furono affidati ad un grande progettista militare: Antonio da Sangallo il Vecchio, che aveva già ideato le rocche di Nettuno, Civita Castellana e Nepi.

 Citazioni da: www.manieri.it www.mondimedievali.it e www.icastelli.it

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